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interviste

13 Giu 2018

“Instagram, amore al primo accesso!” – La testimonianza di una “miniinfluencer” del social più amato del momento

Scritto da

Qualche giorno fa mi è venuta l’idea di scrivere un articolo su instagram, essendo un fenomeno social ed economico abbastanza rilevante oggi.


Poi però ho pensato che, effettivamente, ci sono già tantissimi post che promettono di rivelare i segreti per diventare una star di IG e ci sono tantissimi pezzi in cui si intervistano influecer famose che spiegano la loro storia.

Onestamente, io credo che non ci sia chissà quale segreto dietro, non tutti possono diventare Chiara Ferragni.

Tuttavia, se si osserva con attenzione, c’è un oceano tra chi ha un profilo ad uso esclusivamente privato e superinfluencer. Allora ho pescato in questo mare e ho chiesto ad una di loro, una mia amica, una ragazza normale con la passione per i social network, di raccontarmi come funziona. Magari non scopriremo il segreto del successo, ma le mosse da fare per far muovere qualcosa forse si.


Lei si chiama Alessandra Rodà, ha 28 anni ed è di Reggio Calabria. Studia a Parma “International Business and Development” e aspira a diventare una social media manager, ossia una di quelle persone che sta dietro alla gestione del marketing e della comunicazione online delle aziende, con particolare riferimento ai social network. Su Instagram è lenticchia__ e ha 11,6 K followers.

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• Cosa fai nella vita, in cosa sei laureata e quando è nato il tuo interesse per i social network?

Attualmente sto studiando perché, dopo un periodo in cui avevo accantonato l’università per dedicarmi al mondo del lavoro, ho deciso di portare a termine il percorso di studi magistrale.

Sono laureata in Economia e Management e sto finendo la laurea specialistica in International Business and Development (corso di laurea in lingua ingelese).

Non so individuare il momento preciso in cui è nato il mio interesse, però ricordo di aver scopero i social network nel 2008. Ero appena iscritta all’università e stava nascendo facebook come fenomeno, così mi iscrissi. E di lì a poco notai che iniziarono a iscriversi tutti.

Ho un carattere particolarmente estroverso e amo stare al centro dell’attenzione, quindi i social hanno creato una dimensione ulteriore su cui esprimermi e mi ci sono appassionata.

• Perché hai scelto di concentrarti su instagram? Secondo te perché è il "social del momento"?

Instagram, amore al primo accessopotrei dire.
Anche questo social l’ho scoperto nel periodo universitario, era il 2010, e, tornando dalle vacanze di Natale, una mia ex coinquilina mi fa scoprire questo nuovo social. Mi è piaciuto subito perché era una piattaforma di nicchia, non era ancora così conosciuta, non contava 850 milioni (e passa) di utenti, né tanto meno ci si ammazzava a chi avesse preso più like o commenti, chi avesse un engagement più alto rispetto ad un altro. Se penso a cosa fosse instagram per me nel 2010 potrei dirti che si trattava di un social dove appassionati di fotografia pubblicavano foto, con o senza filtri. Qualche tempo dopo sono stati aggiunti anche gli #hashtag. Quindi mi piaceva l’idea di condividere foto della mia vita o dei miei viaggi con persone sconosciute, fondamentalmente, che a loro volta facevano lo stesso con me.

Sono passati otto anni e attualmente Instagram è nella top 10 dei social network a livello mondiale!

È diventato il social mediamente più utilizzato negli ultimi 2 anni perché gli influencer e i micro influencer, le aziende, i cantanti, le modelle e chi più ne ha più ne metta, hanno capito che è un modo facile per farsi pubblicità e guadagnare.

• Tu sei una ragazza normale, non vivi di questo e non punti ad essere una celebrità. Quindi per chi, come te, vorrebbe semplicemente, diciamo, ampliare la propria rete, quali consigli hai?

Si, sono una ragazza abbastanza normale, con ben altri obiettivi che quello di diventare una microinfluencer/influencer. Diciamo che il mio approccio da “microinfluencer” su Instagram è nato per caso ed è stato un bene, considerato che la mia tesi sarà appunto su Instagram, l’ho visto come un punto di partenza dal cui poter strutturare una cosa alla quale sono molto interessata.

Beh, consigli, innanzitutto ci vuole tanta dedizione, tanto tempo dietro Instagram, essere spigliati e mai arrendersi, sapersi adattare a ciò che richiede il social.

• Studi per questo... hai qualche consiglio su siti da tenere d'occhio o libri da leggere sull'argomento?

Sono una persona che gira sempre sul web e spulcio vari siti, blog dove posso trovare qualcosa di interessante per ampliare la mia cultura in materia. Dartene uno specifico, boh, non saprei, perché non ne ho io uno specifico, solitamente leggo più articoli riguardanti l’argomento che mi interessa, proprio perché mi piace avere più informazioni da vari punti di vista.

Per quanto riguarda i libri, posso consigliare: I SOCIAL NETWORK di Giuseppe Riva, che spiega l’evoluzione del social network e cosa sono, le opportunità che danno, ma anche il lato oscuro dei social; Un altro è INSTAGRAM ADVERTISING di Marco Biagiotti; SOCIAL NETWORK (comunicazione e marketing) di Francesco Tissoni.

Devo dire che anche i libri di marketing universitari mi sono stati utili, perché se non conosci le basi del marketing (in qualsiasi settore e non solo nei social) non hai vita lunga.

• Quali sono i meccanismi che ci sono dietro? Quali sono le soglie di follower/like rilevanti che, ad esempio, ti consentano di essere contattata dalle aziende?

Come ho detto prima, ci vuole tanto tempo dietro Instagram, tanta dedizione. Tuttavia ci sono varie opportunità per farsi conoscere e diventare “qualcuno”.

La soglia minima per avere visibilità è quella dei 10k. Chi ha 10k followers riceve a foto, in media, dagli 800 ai 2000 like. Ovviamente non dipende solo dal numero di followers, che ti rendono visibile, ma ci sono altre variabili: ad esempio la risoluzione della foto, #hashtag utilizzati, dal soggetto, dai filtri, dal messaggio sotto la foto, da quanti utenti riesci a raggiungere in quella fascia oraria.

I numeri più interessanti sono dai 50k followers in su e, fino ai 200k, vengono definiti microinfluencer. Dai 100k ai 200k followers inizia ad esserci la possibilità di guadagnare dai 500 € ai 1.500 € a foto. I migliori profili instagram possono guadagnare anche fino a 9.000€ per un semplice post, senza contare tutto ciò che viene direttamente fornito dalle aziende, dal prodotto in sé da pubblicizzare, al viaggio pagato per avere la location ideale per la foto.

C’è da dire che il guadagno è proporzionale a quanti followers hai e a quanto tempo sei disposto ad investire in questo progetto/business. Considera che secondo una stima di Mediamix, attualmente Instagram può rappresentare per gli utenti un’industria da 500 milioni di dollari.
Per guadagnare su Instagram è fondamentale creare un rapporto di fiducia con i propri seguaci. Infatti i consumatori tendono a fidarsi maggiormente di un prodotto in vendita, se a “venderlo” è una persona/pagina che loro stimano (in gergo universitario nell’ambito del marketing si direbbe “fidelizzazione del prodotto”). Ovviamente, come precedentemente detto, la qualità delle foto deve essere perfetta, assoluta. Inoltre ci vogliono metodo e strategie elaborate in base al target di utenti che hai ed anche in base al tipo di profilo che vuoi costruire (traveller, beauty reporter, fashionista, food).

• Le aziende sfruttano la pubblicità che dà Instagram, anche se non ce ne accorgiamo, e instaurano “rapporti” con chiunque superi i 10k follower. Perché?

Perché hanno capito che non è tanto il personaggio vip che attira nuovi consumatori (e vale sia per i brand più famosi che per quelli meno famosi), quanto persone “comuni”, ovvero i microinfluencer, che molto spesso vengono contattati dalle aziende per sponsorizzare i prodotti e vengono pagati molto meno rispetto i vip.

Ovviamente le aziende preferiscono contattare gli utenti con meno di 1Mln di followers perché sanno che quei followers nutrono una grande fiducia nei confronti della pagina o della persona seguita. Quindi uno dei modi per iniziare a guadagnare tramite Instagram è quello di sponsorizzare tramite foto.

Tuttavia, è possibile anche partecipare a campagne di sponsorizzazione e qui entrano in scena le piattaforme che mettono in contatto utenti e aziende. Le più importanti in italia sono BuzZoole (al quale anche io sono iscritta) e adMingle. BuzZoole è quello più conosciuto e vanta numerose campagne di brand molto famosi, come Magnum, American Tourister, Clarins. Come funziona mi chiederai… dopo aver effettuato l’accesso tramite Instagram (o altri social), il sistema studia il tuo profilo e ti fornisce un grafico del tuo target. Quindi puoi candidarti alle campagne e guadagnare crediti (il portale, per ogni campagna portata a termine, garantisce dei crediti che possono essere convertite in Amazon Gift Card – 250 crediti equivalgono a un buono di 100€ da spendere su Amazon). La cosa bella è che non è necessario avere un grande numero di followers e ci si puo candidare ugualmente ad alcune campagne. AdMingle è un’altra piattaforma che ha un approccio diverso, infatti oltre a guadagnare buoni soendibili su Amazon, si guadagnano anche soldi veri che poi vengono accreditati sul conto PayPal dell’utente.

Un altro possibile modo di guadagnare tramite Instagram è quello di “vendere shoutouts”, ovvero, detto in parole povere, “io (brand) ti pago e tu consigli di vedere il mio profilo/prodotto”. C’è da dire però che chi ha un profilo con tanti seguaci già riceve messaggi privati con richieste di collaborazione a pagamento (shoutouts incluso); anche in questo caso si arriva a guadagnare cifre incredibili da migliaia di euro, anche se la base di partenza è bassissima: si parte da 5€.

Ti riporto la mia esperienza. Io attualmente ho 11,6k followers e vengo contattata da varie aziende che mi propongono di pubblicizzare i loro prodotti. Ottengo i prodotti gratuitamente ed in cambio posto 2/3 foto e un paio di storie con quel determinato prodotto. Sono stata contattata da un’agenzia di marketing che cura campagne pubblicitarie per vari brand e ho ricevuto dei prodotti, dopo aver postato la prima foto, mi hanno mandato una liberatoria da compilare per la diffusione dei dati, ovvero delle mie foto, per entrare a far parte del loro team di “ambassador”.

• È necessario avere un profilo aziendale o anche un profilo privato può essere utile?

Io ho un profilo aziendale, aperto per scherzo una mattina, ma credo che vada bene anche un profilo normale, sotto una determinata soglia di followers. Certo non puoi avere 50k followers ed avere un profilo normale… deve essere per forza aziendale. Il profilo aziendale è gratuito ed ha funzionalità diverse rispetto a quello privato: hai la possibilità di promuovere la tua pagina (ovviamente a pagamento) o di inserire informazioni più dettagliate.

• Hai parlato dell’importanza delle foto. Ovviamente, visto che parliamo di una piattaforma di condivisione di immagini. Ma puoi svelarci qualcosa? Come dovrebbero essere? Chi te le fa? Funziona di più avere un fotografo semiprofessionista o è sufficiente il cellulare?

Vanno bene anche le foto scattate dal cellulare purché abbiano una buona risoluzione.

Ci sono tantissime app per modificarle e renderle più particolari, aggiungere filtri e, insomma, cercare di ottenere uno stile specifico, che possa essere identificativo.

Ovvio però che avendo una macchina fotografica di qualità media (una canon/nikon, anche non professionali), il risultato sarà decisamente migliore rispetto alle foto fatte col cellulare.
Per quanto riguarda il fotografo, credo che non sia necessario un professionista. La maggior parte delle microinfliencer si fanno fotografare da fidanzati, amiche o amici, sorelle.


• C'è qualcos'altro che vuoi aggiungere o pensi di aver detto tutto il necessario?

Potrebbe essere interessante sapere che esistono dei gruppi, sia su direct che su telegram, che contribuiscono ad aumentare l'engagement, ovvero il livello di popolarità che può raggiungere la tua foto tramite like e commenti.

Questi gruppi funzionano cosi: tu posti il link della foto appena postata e i membri ricambiano con like e commenti e ovviamente fai lo stesso tu con i loro post.

Grazie, Alessandra, per aver raccontato la tua esperienza a #HumanEuropeCapital

 

Human Europe Capital è un sito di lettura. I professionisti e gli appassionati di una disciplina possono pubblicare i loro studi, le loro riflessioni e i loro racconti.

E’ un generatore di idee e di spunti di riflessione. Gli articoli nelle materie indicate possono essere tecnici o generalisti. Per addetti ai lavori o per tutti.

Human Europe Capital siamo tutti noi uniti. Anche con pensieri e idee diverse.

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Stefano Marcheselli

E' il fondatore di HumanEuropeCapital.

Laureato presso l'Università Bocconi di Milano, specializzato presso la Luiss Guido Carli a Roma, ha finito il percorso accademico presso l'Ecole de Commerce Solvay a Bruxelles.

Attualmente lavora come consulente in una consulting finanziaria a Milano.

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