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libreria ingegneria

16 Ago 2018

I fenomeni migratori e la politica migratoria italiana

Scritto da

La migrazione è un fenomeno che consiste nello spostamento in massa di persone, dal loro luogo di origine ad un altro, al fine di insediarsi, cambiare le proprie condizioni di vita e sfruttare quello che sembra un panorama migliore.Tale fenomeno può essere di matrice volontaria o involontaria; può coinvolgere nuclei familiari o parte più abbondante della popolazione.

Dagli anni 60 del secolo scorso, per ciò che attiene alla storia dell’Europa, si registra un fenomeno di segno opposto rispetto a quello dei secoli precedenti. Dopo la scoperta delle Americhe, dal 1500 in poi, parte della popolazione europea ha iniziato a migrare verso i nuovi territori, così come anche verso Africa e Asia. A questi spostamenti volontari, volti alla colonizzazione di territori appena esplorati dall’uomo occidentale, si affiancano migrazioni involontarie, obbligate, di uomini delle popolazioni indigene, soprattutto africane, ridotti in schiavitù e costretti dai colonizzatori a spostarsi verso le Americhe per aiutare la costruzione delle nuove società. In quei secoli, circa 50 milioni di uomini lasciano l’Europa e circa 11 milioni di africani vengono portati in America per essere venduti come schiavi.

Una seconda epoca storica caratterizzata dalle migrazioni è quella che va dalla prima metà del 1800 alla prima metà del 1900: circa 60 milioni di europei (tra cui 16 milioni di italiani), partono verso Stati Uniti, America del Sud e Australia, questa volta in cerca di fortuna.

Nei secoli, sono cambiati i motivi che spingono l’uomo a spostarsi, ma è sempre la speranza a guidarli. Ed è sicuramente la speranza di una vita migliore che spinge, oggi, a venire in Europa.

Se i nostri antenati hanno rincorso il sogno americano, noi, adesso, ci ritroviamo ad accogliere chi viene in Europa da Paesi che vivono una situazione di grande difficoltà: i colonizzati, gli invasi, diventano “invasori”?

Dagli anni 60 del 1900, il movimento è da sud verso nord: dall'Africa si arriva in Italia, dall’Italia ci si sposta verso il centro Europa.

La caduta del muro di Berlino ha invece portato ad uno spostamento da est ad ovest: milioni di polacchi, albanesi, rumeni, moldavi, profughi di guerra della ex Jugoslavia si spostano nell’Europa occidentale.

Il quadro odierno, lo sappiamo bene, coinvolge l’Italia come Nazione in prima linea, terra di sbarco dei profughi africani, persone che scappano di situazione di guerra e fame. Gli scenari prospettabili per gli immigrati in Italia possono essere diversi: rimanere in Italia o cercare di attraversare le Alpi alla volta dell’Europa.

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L’Italia gestisce i flussi migratori di soggetti “extracomunitari” con politiche che coniugano l’accoglienza con l’integrazione, grazie al coordinamento tra Stato, Regioni, autonomie locali, associazioni del settore e autorità dei Paesi di origine. In ogni prefettura è istituito un consiglio territoriale per l’immigrazione che ha il compito di monitorare la situazione in atto sul territorio e di cooperare col sistema statale.

Per poter entrare in Italia, è necessario documentare il motivo e le condizioni del soggiorno, nonché la disponibilità dei mezzi per mantenersi. Se non sussistono i requisiti richiesti, è prevista l’espulsione, salvo i casi di forza maggiore.

Le politiche sull’immigrazione hanno un rilievo talmente importante da coinvolgere direttamente l’Unione Europea. Nel 2014 è stato istituito un nuovo strumento finanziario dal Regolamento UE n. 516/2014: “Fondo asilo migrazione e integrazione 2014-2020” (FAMI).

Il fondo offre un supporto agli stati per perseguire 4 obiettivi:

1. Rafforzare e sviluppare tutti gli aspetti del sistema europeo comune di asilo, compresa la dimensione interna;
2. Sostenere la migrazione legale verso gli Stati membri e promuovere l’effettiva integrazione dei cittadini di Paesi terzi;
3. Promuovere strategie di rimpatrio eque ed efficaci;
4. Migliorare la solidarietà e la ripartizione delle responsabilità fra gli Stati membri.

L’Italia ha aderito al sistema attuando un proprio Programma Nazionale FAMI, ossia un documento programmatico che definisce obbiettivi strategici e operativi nonché gli interventi da realizzare.

Sono previste azioni pluriennali e interventi che abbiano un impatto sul sistema nel medio e lungo termine.

Ad oggi, la dotazione finanziaria comunitaria complessivamente attribuita all’Italia è pari ad € 381.488.100,00.

Con le risorse messe a disposizione vengono finanziati diversi progetti sull’itero territorio nazionale, grazie all’intervento sistemico degli enti locali: Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPAR).

Tale sistema è caratterizzato dal fatto che le risorse messe a disposizione sono pubbliche, quindi esiste una governance multilivello ma proveniente sempre dall’alto, in quanto il Ministero dell’Interno fornisce le linee guida e ripartisce i fondi messi a disposizione dall’UE.

La partecipazione degli enti locali è volontaria e le politiche territoriali sono sinergiche con i soggetti del terzo settore che contribuiscono in maniera essenziale a realizzare gli interventi di accoglimento.

Fonte e approfondimenti:
www.interno.gov.it

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Stefano Marcheselli

E' il fondatore di HumanEuropeCapital.

Laureato presso l'Università Bocconi di Milano, specializzato presso la Luiss Guido Carli a Roma, ha finito il percorso accademico presso l'Ecole de Commerce Solvay a Bruxelles.

Attualmente lavora come consulente in una consulting finanziaria a Milano.

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