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libreria ingegneria

04 Ott 2019

La difficile arte di leggere

Scritto da

Viviamo nell’Italia di Dante.
La stessa Italia indignata – così pare – dal fatto che il libro di Giulia De Lellis sia il più venduto e il più letto secondo le principali classifiche.


E di solito questa affermazione viene lanciata come una bomba a mano senza innesco, in mezzo a un discorso, senza specificare che il dato viene dal sito amazon.com, dove si vendono tante padelle quanti libri, e ogni oggetto in vendita è un’unità, indipendentemente dal suo valore.
Ma veniamo ai fatti, per mettere ordine nel caso mediatico e recuperare un po’ di obiettività (questa sconosciuta!) lasciando da parte il tam tam che la notizia ha causato.
Punto numero uno.
La ex corteggiatrice di Uomini e Donne da oltre 4 milioni di followers su Instagram – ho fatto un po' di ricerche su Google, perdonate l’ignoranza – secondo voi avrebbe le competenze necessarie per scrivere un libro?
No.
E badate bene: la maternità dell’opera non è un mistero, basta solo cercare un po’ e non fermarsi ai titoloni.
La ghostwriter che ha effettivamente scritto il libro è Stella Pulpo, autrice e blogger di origini tarantine e di discreta fama (se non siete mai capitati sulla sua pagina Facebook “Memorie di una Vagina”… ve la consiglio: strappa più di un sorriso).
A conti fatti, quindi, il libro non sarà poi così male da leggere.

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Punto numero due.
Va bene, una signorina che non è una Scrittrice (notare la S maiuscola) è nella Top ten dei libri più venduti.
“Venduti”. Il termine non ricorda qualcosa? Vendite? Ricavi? Profitti?
Ebbene sì, vi svelo questo piccolo segreto: l’editoria è un’attività commerciale, e anche la "povera" Mondadori deve far quadrare il bilancio a fine anno, stipendiare i dipendenti, pagare gli azionisti, e così via.
Ogni casa editrice di dimensioni importanti ha una o più collane “commerciali”, che non trattano dei massimi sistemi e che hanno titoli dalla vendita certa.
Punto numero tre.
I dati che stanno allertando i giudicatori compulsivi si basano sui dati degli acquisti online, rilasciati sul web in tempo reale liberi di diffondersi, generando scalpore e soprattutto un ritorno pubblicitario alimentato da chiunque, fuorché dai diretti interessati, come solo una buona strategia di marketing sa fare. Lo diceva anche Wilde, del resto: nel bene o nel male, l’importante è che se ne parli. (Wilde ha scritto dei libri, per la cronaca)
Le stime ufficiali delle vendite, calcolate su un campione di oltre mille librerie sparse su tutto il territorio nazionale, non prendono in considerazione il volume per ora: gli acquisti sono stati effettuati quasi esclusivamente online, da persone che non sono habitué delle librerie, né lettori “forti” – come l’ISTAT definisce quel nucleo di coraggiosi che legge almeno un libro al mese.
Bisogna sempre tener conto che, per i numeri del web, una copia de “Il rosso e il nero” di Stendhal ha lo stesso peso dell’ultimo libro di ricette di Cracco. E del libro della De Lellis. Anche i libri di Benedetta Parodi sono spesso nelle classifiche dei più venduti, ma nessuno se ne lamenta. O è fame, in quel caso?
Punto numero quattro.
Siamo bravissimi a giudicare. Quando si tratta di screditare o discutere, scopriamo sempre la nostra natura da Umberto Eco.
Ma perché giudicare, se spesso e volentieri, per non sforzarci di articolare un pensiero, intasiamo le memorie degli smartphone con note vocali.
Sei italiani su dieci non leggono nemmeno un libro ogni anno.
Meno male che ci sono i bambini: pare che tra i pargoli, l’81% legga. Ma non vi preoccupate, basta arrivare ai 18 anni perché la percentuale scenda al di sotto del 42%, e si tolgano questo brutto vizio.
Gli italiani hanno stabilito da diverso tempo che non vogliono dedicare tempo, soldi ed energia alla lettura: i libri sono costosi, gli occhi e la mente sono stanchi a fine giornata, e non fanno bene alla salute.
Questa è la platea che sta criticando un libro che – stando ai numeri – è un successo.
Una platea che evidentemente ha perso la capacità di distinguere tra arte e commercio, tra vita sui social e vita vera. “Le corna stanno bene su tutto” non sarà mai consigliato dalle prof tra le letture estive assieme a “Il Barone Rampante”, potete tirare un sospiro di sollievo. Eppure, su qualche scaffale un giorno convivranno.
Ma un appello lo lascio: a Natale – finita l’estate, si parla direttamente di Natale, giusto? – regalate un libro. E non quello di Giulia De Lellis.
Perché una cosa è certa: la cultura sta bene su tutto.

(Dante ringrazierà.)

 

Fonti:

www.ibuk.it
www.istat.it
www.amazon.it/gp/bestsellers/books
www.memoriediunavagina.wordpress.com
www.electa.it/prodotto/le-corna-stanno-bene-su-tutto/

 

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Aurora Troccoli

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