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25 Lug 2018

Sergio Marchionne, Generale dell'impero Agnelli

Scritto da

Mercoledì 25 luglio 2018, ore 11.26: Exor, società controllante del gruppo FCA, comunica la scomparsa del suo uomo più importante. Sergio Marchionne è morto.

John Elkann: "È accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l'uomo e l'amico, se n'è andato. Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell'esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore. Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto e siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler. Rinnovo l'invito a rispettare la privacy della famiglia di Sergio".

Il primo giugno scorso, solo 55 giorni fa, Marchionne era apparso invincibile a Balocco e aveva affrontato quasi 8 ore di maratona tra giornalisti, investitori e statisti, giornata nella quale era stato sancito il raggiungimento del target del DEBITO ZERO, promesso nel 2014 e raggiunto nei tempi esatti previsti.
La famiglia smentisce l’ipotesi del tumore, eppure c’è chi dice che nella sua ultima uscita pubblica, quando il 26 giugno partecipa alla consegna della Jeep Wrangler all’Armata dei Carabinieri, fosse visibilmente molto stanco.
Il 27 giugno viene ricoverato a Zurigo per un intervento alla spalla destra, svoltosi il giorno dopo. Aveva previsto un paio di giorni di lontananza prima di tornare in azienda. Ma le cose non sono andate come sperato. Ci sono delle complicazioni, viene trasferito in rianimazione. Oggi, 25 luglio, l’attacco cardiaco che lo stronca, proprio quando, approvando i dati del secondo semestre, FCA sancisce formalmente l’assenza totale di debiti.
Già venerdì scorso era stata annunciata l’irreversibilità della situazione e, nella giornata di sabato, l’azienda aveva nominato un vice. Oggi, quell’uomo, il manager Micheal Manley, succede ufficialmente a Marchionne.

Ma chi era Sergio Marchionne?

MARCHIONNENato il 17 giugno del 1952 in Italia, in Abruzzo, è sempre stato un appassionato studioso e un lavoratore instancabile.
La sua è una storia di migrazione. Passa la giovinezza in Canada, dove si trasferisce nel 1966 con la famiglia. Consegue la prima laurea all’Università di Toronto, scegliendo la facoltà di filosofia. Successivamente, si iscrive e conclude il percorso in giurisprudenza.
Alla fine, il Master in Business Administration alla University of Windsor. Durante i primi anni dopo gli studi, diventa commercialista e avvocato. Nel 1983 arriva il primo incarico dirigenziale.
Il riavvicinamento all’Italia avviene nel 1991 quando Cragnotti, patrono della Cirio, lo assume come responsabile finanziario. Nel 1993, l’azienda viene venduta ad un gruppo svizzero, Alusuisse Lonzaz. Ed proprio questo il momento in cui Marchionne tornerà in Europa, seguendo la sua azienda finì a Zurigo, città nella quale manterrà la propria residenza fino alla fine.

 

L’arrivo nel cuore degli Agnelli.

Nel 2000, la finanziaria degli Agnelli di Torino entra nella SGS. Ma i numeri non convincono, è necessario un cambiamento. Qualcuno suggerisce il nome di Sergio Marchionne ad Umberto Agnelli, che lo assume subito. In meno di due anni, il titolo passa da 295 a 700 franchi.
Nel 2003 viene fatto entrare nel cda di FIAT. Morto Umberto Agnelli, il gruppo gli da carta bianca. Amministratore delegato dall’1 giugno 2004.
Da lì è una salita, per Marchionne e per il gruppo societario di cui è parte ed è leader. Visione, strategia e ostinazione.
Recupera un’azienda sull’orlo del baratro, da 15 miliardi di debiti a zero; le cifre sono il simbolo di un cambiamento profondo ma che non snatura. Con lui, la FCA assume manager di livello internazionale e la lingua ufficiale del gruppo diventa l’inglese.
Nel 2009 il salvataggio di Chrysler e la fusione con FIAT fa nascere un colosso da 4,5 mln di auto l’anno, settimo costruttore mondiale. 

In mezzo alle odi e le ammirazioni, non tardano però a farsi sentire delle voci dissonanti. Qual è il prezzo del successo di una socieà? Marchionne ha salvato FCA, ma chi ne ha pagato il conto? C'è chi dice che Marchionne abbia fatto il bene degli azionisti, togliendo qualche diritto agli operai delle fabbriche italiane che materialmente producono per FCA. Le voci si alzano proprio dall'azienda di Pomigliano, che, pur riconoscendo l'indiscusso valore dell'uomo d'affari e il dispiacere che si prova alla scomparsa di un essere umano, ribadiscono come non vada santificato e che adesso qualcuno contiuerà il sentiero da lui tracciato. C'è chi è più speranzoso, chi drasticamente sfiduciato, ma tutti aspettano di vedere cosa accadrà.

Questo quello che Sergio Marchionne lascia in mano al suo successore, Mike Manley, proprio quel manager anglosassone assunto dalla sua dirigenza e che ora dovrà fare il tentativo di essere all’altezza dell’uomo che l’ha così grandiosamente preceduto.

 

Fonti

youtube.com

ilsole24ore.com

www.repubblica.it

www.ilfattoquotidiano.it

wikipedia.org

 

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Stefano Marcheselli

E' il fondatore di HumanEuropeCapital.

Laureato presso l'Università Bocconi di Milano, specializzato presso la Luiss Guido Carli a Roma, ha finito il percorso accademico presso l'Ecole de Commerce Solvay a Bruxelles.

Attualmente lavora come consulente in una consulting finanziaria a Milano.

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