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Società

Rivedere Friends a 20 anni di distanza è un’esperienza altamente formativa, oltre che lunga e in continuo divenire.
Al di là dei ricordi che riaffiorano alla memoria puntata dopo puntata - questa scena l’avevo rimossa, questa battuta la citavamo sempre all’università, quando ho visto questa puntata avevo la febbre - sono talmente tanti gli spunti in cui finisci a imbatterti che quasi ti conviene prendere appunti.

L’Accordo di Parigi si inserisce nel più ampio contesto della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, trattato ambientale non vincolante che si pone l’obiettivo di ridurre le emissioni gas serra. Entrato in vigore nel 1994, prevede incontri annuali (Conferenza delle Parti COP) per valutare i progressi e per trattare negoziati trasversali (i famosi “Protocolli”).

Quante volte abbiamo parlato di New York? Innumerevoli parole abbiamo sentito sul suo conto e molteplici volte abbiamo speso un pensiero per lei. L'abbiamo vista citata nei quotidiani, magazine, fumetti e nelle guide turistiche di tutto il mondo. I suoi grattaciali hanno invaso e colorato le pareti delle nostre case ed i cassetti ove riponiamo i nostri sogni e speranze. 

Sono lontana da casa, tanto. Forse troppo.

Nel senso che, per una di Roma Sud, perdersi a Prima Valle equivale a vagabondare in un'altra galassia. Orientarsi è impossibile, figurarsi tornare a casa: non capisco neanche dove sia la fermata della metro!

La condivisione, significante inflazionato, significato malleabile, jolly universale con cui la stragrande maggioranza del pianeta ultimamente tende a sciacquarsi la bocca più volte al giorno che manco il collutorio Lysterine.

Qualcuno di voi ricorda Kill Bill Vol. II? Si tratta di un film del 2004 di Quentin Tarantino. E' il secondo capitolo dell'omonimo film, Vol. I . 

Nel finale, quello che viene indicato come il cattivo del film, Bill (un David Carradine versione Killer), riflette ad alta voce sui Supereroi. In particolare paragona Beatrix Kiddo (una vendicativa Uma Thurman) a Superman.

Le aziende adesso vogliono altro.

Questo è quanto si evince dagli ultimi articoli pubblicati dalle riviste di business e marketing, praticamente non basta più avere un Cv con una buona carriera universitaria ed esperienze all’estero, serve quel valore aggiunto che contraddistingua un candidato da un altro.

Ma voi ve la ricordate Milano?

Era una città di dimensioni medio–grandi situata nell’ovest del nord dell’Italia, archetipicamente definita come grigia, in senso cromatico e spirituale, e nebbiosa, benché non fosse segnata da una particolare presenza di nebbie e foschie.

Siamo noi la generazione dei Millennials, quelli nati tra il 1980 e il 2000. Quelli che oggi hanno tra i 15 e i 35 anni. Sono la generazione Y. 

Per le generazioni precedenti sono sono quelli che: "Ci vediamo su Skype?” “Si, ma prima faccio un check su Instagram e un like su Facebook”. 

Tucidide, nel V secolo a.C., lamentava il fatto che "gli uomini accettano egualmente l'uno dall'altro, senza esaminarle, le tradizioni sugli avvenimenti del passato, anche se riguardano la loro città". La circolazione di notizie false e l'affidabilità delle fonti erano già importanti questioni su cui interrogarsi e lo storico le esamina nei capitoli XXI e XXII del primo libro della sua opera principale, le "Storie":

La moda è qualcosa che hai dentro, è qualcosa che hai dal giorno in cui nasci. Un po' come la predisposizione per la matematica; Albert Einstein fece sicuramente tantissimi esercizi ma ce l'aveva nel sangue un po' come Valentino fece della sua passione uno stile unico ed inimitabile tanto da dare addirittura il suo nome ad un colore.

Lunedì il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha ufficializzato la candidatura di Milano per subentrare a Londra come sede dell’European Medicines Agency.

Tale candidatura è supportata dal fatto che Milano (ma anche tutta la Lombardia), vanta una importante rete di aziende e di centri ricerca, che operano nei settori del farmaco e delle Scienze della Vita. Pertanto, Milano rappresenta già una best pratice a livello europeo e un polo di eccellenza universalmente riconosciuto, che verrebbe quindi rafforzato dall’ospitare la sede dell’EMA.

“Poca spesa tanta resa” e “Ho fatto un vero affare!” 

Queste le due esclamazioni che ogni persona, soprattutto la donna, dice nel momento in cui vede esposto sulla vetrina di un negozio il cartello SALDI, SCONTI, ecc., entra, esamina, prova e compra l’oggetto del desiderio agognato da mesi ed infine esce con un sorrisone stampato sul volto.

La questione più dibattuta e strumentalizzata al giorno d’oggi è la seguente: la migrazione dei popoli africani e medio-orientali è un processo gestibile e desiderabile, oppure no?

Primo punto: la feroce migrazione di questi popoli NON può essere considerata “desiderabile”, né dal punto di vista dei popoli ospitanti né a maggior ragione da quello dei popoli migranti.

Le testate giornalistiche ne hanno parlato per giorni, i telegiornali hanno trasmesso ad oltranza le notizie che giungevano da Amburgo e gli occhi e le orecchie erano proiettati verso un Summit fondamentale per il destino dell'umanità. Ho cercato  qualche tempo fa di fare un sunto di ciò che è emerso dal G20, oggi ripropongo le mie riflessioni ai lettori di Human Europe Capital nella speranza di poter risultare utile per una maggior comprensione di ciò che sta accadendo ai vertici della politica mondiale.

Dopo diversi mesi di inattività sono tornato a scrivere un articolo, abbastanza personale e nostalgico, su un luogo che mi è rimasto particolarmente nel cuore, l’Africa.

Il mio recente secondo viaggio nel “continente nero” mi ha lasciato diverse emozioni che difficilmente si riescono a trasmettere e ad oggi ancora non mi lasciano indifferente.

Ovvero: mettere un piede dopo l'altro su dei gradini sembra un'azione elementare, ma spesso non lo è.

1. La bella addormentata

Se durante il Risorgimento italiano il romanzo epistolare “Le ultime lettere di Jacopo Ortis” fu in grado di infiammare gli animi di molti giovani, fra cui anche Giuseppe Mazzini, oggi è molto difficile trovare un’opera che potrebbe suscitare le stesse emozioni in una larga parte della popolazione.

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