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libreria tecnologia

31 Ott 2016

NFC: un piccolo chip che può salvare il Brand del Made in Italy

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L’Nfc è l’acronimo di Near Field Communication (Comunicazione in prossimità).
Questa tecnologia stabilisce una comunicazione radio bidirezionale tra dispositivi che si trovano vicini ma senza la necessità di contatto (parliamo di corto raggio = 10 cm), quindi di peer-to-peer (entrambi i dispositivi possono inviare e ricevere informazioni) e contactless.

Questa tecnologia è stata congiuntamente utilizzata all’inizio da LG, Nokia, Sony e Philips.

Questo chip è un piccolo sottoinsieme della tecnologia Rfid, appartenendo così alla categoria delle tecnologie HF (High Frquency), cioè a 13.56MHz di frequenza di funzionamento. Possiamo quindi asserire che l’Nfid sia una specializzazione dell’Rfid. Questo microchip contiene un identificatore di tag,UID che è di sola lettura ed è univoco. Il fatto che questa mini scheda di memoria contenga solo pochi caratteri permette di avere un ottimo meccanismo di comunicazione. Una ulteriore memoria aggiuntiva fa parte del chip e può supportare fino ad un migliaio di caratteri ed è sia di lettura che di scrittura. Il protocollo Nfc ha dei costrutti standard con cui è possibile salvare i dati formattati.

L’Nfc è anche detta Tap Tecnology poiché copre tratti di lettura molto corti mantenendo quindi una considerevole velocità di trasferimento dei dati e, per questo, sono stati implementati diversi protocolli in base al livello di sicurezza.

Questo dispositivo essendo così flessibile ed elastico è utilizzato in diverse applicazioni: pagamenti mobile, geomarketing, controllo accessi, programmi di fidelity, trasporti, marketing personalizzato e scambio d’informazioni anche con i Social Networks.

Possiamo quindi riassumere le funzioni di questo dispositivo in tre principali metodologie:

  • Peer to peer
  • Lettura Tag
  • Emulazione di carta

Ma gli Nfc possono avere anche altri settori applicativi, ad esempio: per l’anticontraffazione nel mondo del fashion, nel food & beverage e per il controllo dei trasporti e contraffazione nell’ambito vitivinicolo.

Soffermiamoci quindi nel settore vitivinicolo dato che è quello che sta avendo maggiore successo tramite l’utilizzo di questo microchip che viene applicato o nel retro dell’etichetta o addirittura nel tappo della bottiglia.

Tramite il Nfc l’azienda vitivinicola può stare tranquilla sul problema della contraffazione dato che ogni bottiglia ha un codice identificativo unico al mondo, programmato dal produttore prima della sua immissione nel mercato, possiamo quindi parlare di “un’impronta digitale” della bottiglia.

Viene quindi tracciato in modo trasparente il percorso della merce e vengono fatti dei controlli in cui se l’Nfc è stato staccato o alterato o, in casi estremi, sostituito, il prodotto verrà scartato dalla filiera produttiva in modo tale da conservare e tutelare il Brand del Made in Italy.

Nel momento in cui la bottiglia viene acquistata, il consumatore potrà tramite il suo smartphone accedere alle sue info base, avvicinandosi semplicemente all’etichetta. Viene messo in pratica il concetto di fondo “ Riconoscere e sviluppare”, cioè vengono collegati fra loro i tag (non clonabili ed univoci) e l’imei (numero identificativo) del telefono; riconosciuto l’utente, l’informazione fornita risulta personalizzata. L’utente infatti può scegliere tra varie opzioni di un menù a tendina in base alle informazioni che desidera ed essere così collegato a dei link con le rispettive spiegazioni (azienda produttrice, provenienza, certificato di autenticità, uve usate, guida del sommelier, caratteristiche del vino, ...).

Tutto ciò permette di avvicinare alla filiera produttiva il cliente rendendolo più protagonista e consapevole di ciò che sta degustando.

Questi microchip così specifici sono migliori rispetto all’Rfid ma soprattutto battono il QR code, dato che rispetto a loro, sono: irriproducibili, contengono maggiori informazioni, sono invisibili quindi non vano a sciupare la grafica della bottiglia e non si deteriorano nel tempo.

Il cliente potrà quindi anche ordinare delle bottiglie con un semplice click e al tempo stesso il produttore vitivinicolo avrà due vantaggi: il primo nell’aver sotto controllo la vendita e la contraffazione e per secondo avere un altro canale di vendita.

Quindi questa micro tecnologia dà grandi vantaggi a tutti noi, garantendoci una maggiore sicurezza, una tutela del brand italiano e una maggiore consapevolezza di ciò che abbiamo acquistato.

Fonti:

www.thebizloft.com

www.alfacod.it

www.rfidglobal.ity.it

Carlotta Potenti

Opinionista, aretina. Laureata in Ingegneria Gestionale presso il DIISM di Siena.

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