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libreria giurisprudenza

11 Gen 2018

Legge anti anoressia: istigare alla magrezza è reato?

Scritto da

La cosiddetta thinispiration o thinispo (ispirazione alla magrezza) è già allarme ed è un fenomeno purtroppo assai diffuso di istigazione alla magrezza da parte di donne o ancor peggio ragazze con disturbi alimentari verso altre donne. Conosciute o non. 

Dove nasce e si risolve? Sui Social Network assistiamo a un vero e proprio scambio di consigli e fotografie, scambi che derivano dalla necessità di comunicare che è bene non mangiare, che è bene perseverare per essere belle e magre. Anche da Pinterest è arrivato l'allarme: il social che si basa sulla condivisione delle immagini, ha dato, forse per primo l'allarme, bloccando la diffusione di tutte quelle immagini che istigano alla magrezza e al digiuno, già a partire dal lonano 6 aprile 2012.

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Ma istigare ad essere magri è reato? E' attualmente all'esame della commissione sanità del Senato, il decreto bipartisan che ha lo scopo di introdurre nell'ordinamento il reato di istigazione all'anoressia o alla bulimia: un anno di carcere per chi istiga anche al ricorso a pratiche alimentari poco virtuose, indonee a cagionare anoressia o bulimia.

"Il disegno di legge" si legge nella relazione al testo "si pone lo scopo di porre l’attenzione sull’anoressia, la bulimia e le altre patologie inerenti i gravi disturbi del comportamento alimentare, attraverso il loro riconoscimento di malattie sociali, e si pone altresì l’obiettivo di combattere qualsiasi forma di istigazione a comportamenti anoressici o bulimici, sempre più diffusa nel nostro Paese. Il fenomeno in questione è piuttosto grave e colpisce in modo subdolo e drammatico migliaia di giovanissimi, per lo più ragazze, fin dall’età puberale, e mostra una continua evoluzione nelle modalità e nella tipologia di diffusione".

Il testo del DDl, quindi, ha il pregio di riconoscere definitivamente tale patologia, insieme ad altre inerenti ai disturbi derivanti dal comportamento alimentare, con il fine di combattere tutte quelle forme di incentivo. Basti pensare alla diffusione purtroppo esponenziale dei siti internet "pro Ana" o "pro Mia" e di tutti quei siti che, anche in Italia, danno consigli per la perdita di peso. Il testo di legge prevede un preciso e dettagliato "piano di azione" attraverso, tra gli altri, una maggiore educazione sanitaria ed alimentare verso la popolazione italiana e un aggiornamento e una palmare formazione del personale sanitario. 

Primigenia firmataria del testo di legge è la professoressa Michela Marzano, deputata Pd, docente di Filosofia morale all’Università di Parigi V René Descartes e autrice di svariate pubblicazioni tra cui si può rammentare sul tema il volume “Volevo essere una farfalla”, che tratta della sua battaglia personale contro i disturbi alimentari. Venendo, in dettaglio, al reato di istigazione all'anoressia, lo stesso verrebbe compiutamente disciplinato dall'art. 580 bis del codice penale che punisce chiunque, con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, determina o rafforza l'altrui proposito di ricorrere a pratiche di restrizione alimentare prolungata, idonee a procurare l'anoressia o la bulimia, e ne agevola l'esecuzione" con la reclusione fino a un anno.

L’idea del carcere, per tentare di porre freno a un fenomeno come quello dei disturbi alimentari, sta però suscitando diverse polemiche. Ma secondo i dati del Ministero della Salute, ogni cento ragazze tra 12 e 25 anni circa dieci soffrono di disturbi collegati all’alimentazione, che può assumere caratteristiche ossessive. Sono patologie a alto tasso di mortalità, nell’anoressia nervosa si può arrivare fino al 25% per cento, di cui il 5% è dovuto al suicidio. La Johns Hopkins Bloomberg school of public health di Baltimora ha monitorato 180 blog pro anoressia, scovando una miniera di pericoli di facile accesso a chiunque si colleghi a internet: l’80% dei siti è dotato di applicazioni come i contatori di calorie, l’85% pubblica foto di donne scheletriche a cui ispirarsi (thinspiration), l’83% dà consigli per dimagrire velocemente, il 24% dei siti è stato bollato come molto pericoloso. 

 

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Carlotta Toschi

Avvocato in Bologna, si occupa prevalentemente di diritto penale ed è cultrice di diritto europeo dell'immigrazione presso la facoltà di Giurisprudenza, università di Modena - Reggio Emilia.

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