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interviste

23 Apr 2020

La dittatura dell'amore, un modo creativo e ironico per affrontare il coronavirus

Scritto da

È innegabile che lo spettro del Coronavirus e l'imposizione della quarantena abbiano reso più grigie le nostre giornate, nonostante il sole primaverile sia arrivato già da un mese. Dopo aver passato quattro settimane a sfornare manicaretti, praticare qualsiasi tipo di sport, leggere di tutto lo scibile umano e guardare ogni cosa passasse in televisione, la stanchezza ed il malumore cominciano ad avere la meglio. Per fortuna, tre amiche si sono inventate un modo per strapparci un sorriso e contemporaneamente dare una mano alla Croce Rossa Italiana: una di loro, Denise, ci racconta com'è nato il progetto "La dittatura dell'amore".

Partiamo con una presentazione!

Ciao, mi chiamo Denise e insieme a due amiche, Giorgia e Mila, l'una di Genova come me e l'altra di Salerno, sono co-creatrice de "La dittatura dell'amore". 

Come vi è venuta l'idea per questo progetto?

Dal momento che lavoriamo tutte nel mondo del turismo e della ristorazione, siamo consapevoli del fatto che ci attende una disoccupazione a lungo termine, in quanto i nostri settori saranno con ogni probabilità tra le ultime a riaprire. Per questa ragione abbiamo deciso di dare vita ad un progetto che ci permettesse di dare una piccola mano alle nostre realtà e contemporaneamente di far sorridere chi decide di appoggiarci: siamo partite da alcune battute che ci eravamo scambiate per messaggio e le abbiamo trasformate in qualcosa di concreto. Sul nostro sito si possono trovare le QuaranT-shirt, felpe, tazze e shopper: ognuno può acquistare quello che preferisce, ma l'acquisto è in primis una buona azione. Non stiamo cercando di promuovere il consumismo! 

Tutti i proventi sono devoluti in beneficenza, esclusi costi di produzione, spedizione e IVA - che sono conteggiati separatamente -, vengono devoluti alla Croce Rossa Italiana. Ci stiamo attivando anche per coinvolgere tutte quelle altre categorie che vivono lo stress di questo periodo, come ad esempio farmacisti e cassieri.

Come mai avete scelto come nome "La dittatura dell'amore"?

Ci siamo ispirate alle accuse, rivolte alle autorità, di manipolarci e di limitare le nostre libertà, mentre il loro scopo è quello di tutelare la nostra salute e quella dei nostri cari. È un nome ironico che vuole descrivere la situazione attuale e sensibilizzare all'uso del ragionamento e della logica anche quando si usano i social. Non dobbiamo spegnere il cervello e credere a tutto quello che leggiamo solo perché lo troviamo su Internet. Anche attraverso i meme cerchiamo di mettere in guardia da quelle prese di posizione urlate e basate su complottismi. 

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Possiamo trovare "La dittatura dell'amore" sui social?

"La dittatura dell'amore" nasce come contenuto social: al momento esistono i profili su Facebook e su Instagram, dove si può trovare il link al sito web per chi volesse avere più informazioni sul progetto e per acquistare i nostri prodotti. Forse "La dittatura dell'amore" approderà anche su Twitter, ma ci stiamo ancora lavorando.

Avete incontrato difficoltà nel raccontare la vostra idea?

Fortunatamente no: abbiamo ricevuto un grosso supporto dalla piattaforma Teetaly e sono stati sufficienti qualche colloquio via Skype e poche telefonate per dare vita al sito web, realizzare le grafiche e mettere in moto la catena di produzione e spedizione. Per quanto riguarda la pubblicità, al momento ci stiamo autopromuovendo e contiamo sul passaparola tra amici e contatti vari. 

Che risultati avete ottenuto finora?

Già dopo una sola settimana siamo riuscite ad effettuare il primo bonifico di 200 euro alla Croce Rossa Italiana. Sappiamo che c'è ancora molto margine di crescita, per questo stiamo investendo sulla pubblicizzazione del progetto, con la speranza di riuscire a fare bonifici più consistenti, magari settimanalmente. Inoltre, non vogliamo che "La dittatura dell'amore" si fermi quando finirà l'emergenza Coronavirus: il nostro obiettivo è mantenere il progetto attivo in futuro, sempre rivolto a tematiche sociali ed anche alla difesa dei diritti universali.

 

Grazie Denise per averci presentato questa bellissima realtà. Il passo successivo ora spetta a noi.

 

 

 

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Lisa Pitrelli

Nata nel 1996, laureanda in lettere classiche presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. 

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