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libreria ingegneria

06 Ago 2018

Breve storia di Hollywood a puntate - Seconda puntata

Scritto da

4) LA SCUOLA DI BRIGHTON

In Gran Bretagna come negli Stati Uniti, l’avvento del cinema si verifica rapidamente, grazie a spettacoli a basso costo dedicati alla classe operaia simili ai varietà italiani degli albori.

Gli argomenti trattati e i metodi sperimentati erano vari, ma il contributo destinato a lasciare il segno fu quello delle produzioni realizzate nella città di Brighton, dove i fotografi James Williamson e George Albert Smith mettono in pratica gli insegnamenti ricevuti alla scuola dei fratelli Lumière e gli accorgimenti rubati allo stile di Meliès. Seguono avvenimenti di attualità, come le regate di Hentley del 1899 in cui Wiliamson realizza delle carrellate da una barchetta in movimento e nel contempo segue con attenzione le scene della folla che si accalca lungo le rive. Ciò rappresenta un’innovazione significativa e delinea uno stile particolare, che aprirà in seguito la strada ai film d’avventura e ai primi western.

Due anni dopo, nel 1902, Williamson realizza Attack on a Chinese Mission in cui il montaggio alternato racconta un serrato inseguimento che sembra quasi preannunciare le storiche galoppate di Tom Mix. È invece del 1900 il lavoro più significativo di Smith, L'Occhialino della Nonna, in cui per la prima volta si alternano i primi piani ai piani generali, delineando con un’intuizione storica il principio del taglio cinematografico.

Grazie ai progressi della scuola di Brighton, per la prima volta nella storia del cinema la macchina da presa cessa di essere lo sguardo dello spettatore seduto in platea ed inizia a correre con i protagonisti, rappresentandone i diversi punti di vista.

4) DAVID GRIFFITH ED EDWIN PORTER

Prende il nome di Vitascope l’innovativo proiettore che Thomas Edison presenta al pubblico nell’aprile del 1896, permettendo al neonato business cinematografico di diffondersi rapidamente in ogni parte degli Stati Uniti. Edison decide infatti di non mettere in vendita il progetto, bensì di consentire l’acquisto dei diritti al suo utilizzo: nel giro di un paio d’anni, molte piccole società arrivano a mettere in commercio i rispettivi proiettori, tutti per pellicole da 35 mm.
Nonostante alcune flessioni iniziali, dunque, il cinema diventa una forma di intrattenimento sempre più popolare e per stuzzicare l’interesse del pubblico utilizza le tematiche più disparate: il dramma, le vicende bibliche, la guerra civile spagnola all’epoca in corso, gli sport in voga come la boxe.

Una delle società di maggior successo si rivela l’American Motoscope Company, che inizia a produrre immagini su pellicola da 70 mm e soprattutto arruola uno dei più grandi registi del cinema muto: David Wark Griffith.
Scelte simili vengono compiute anche dall’American Vitagraph, che inizialmente produce film sulla guerra di Cuba e punta su un altro grande regista del momento, Edwin S. Porter.

A questo pioniere della settima arte dobbiamo la maggior parte delle innovazioni tecnico-artistiche del periodo, come dimostra il complesso film The great train robbery del 1903 (L’assalto al treno), o l'uso del montaggio così com’è inteso oggi. Grazie al fsuo ilm Life of an American fireman del 1933 (Vita di un pompiere americano), il primo film narrativo della storia del cinema, l’industria cinematografica inizia a privilegiare le opere di pura fiction, che risulteranno determinanti per il futuro boom che persiste ancora oggi.

3) IL NICKELODEON

Mentre nel Regno Unito si verificano questi innovativi cambiamenti, in America prende piede un fenomeno che – per quanto curioso possa sembrare – contribuisce a gettare le basi per il futuro star system hollywoodiano: il nickelodeon.

All’inizio del secolo, infatti, i film vengono proiettati nelle sale di varietà o nei teatri; per incrementare il numero di luoghi adibiti alle proiezioni, viene scelta una serie di magazzini in grado di ospitare anche 200 posti a sedere. Per le proiezioni sotto il quarto d’ora, il prezzo dell’ingresso è di un centesimo, ovvero il cosidetto nichelino o nickle da cui deriva il termine nickelodeon, mentre per proiezioni più lunghe, il costo è di un dime, dieci centesimi. Nonostante le sale dispongano di un solo proiettore, dalla tarda mattinata alla notte fonda i gestori organizzano in continuazione spettacoli, sempre affollati grazie al costo ridotto del biglietto e nonostante il fatto che i giornali non pubblicizzino gli orari o i titoli dei film.
Trattandosi ancora dell’era del cinema muto, le proiezioni sono accompagnate da musica dal vivo e dalla voce del gestore stesso, che ha il compito di illustrare quanto accade nelle scene proiettate.

Grazie al nickelodeon, il cinema inizia a diventare una forma di intrattenimento di massa, in grado di raggiungere il pubblico meno abbiente: non è infatti un caso se le sale si trovano nelle zone industriali o nei pressi dei centri affaristici dei centri urbani, diventando così facilmente raggiungibili da operai, segretarie e fattorini al termine della loro giornata lavorativa.
La vera forza del nickelodeon è testimoniata dal fatto che le più grandi società contemporanee di produzione e distribuzione abbiano iniziato così: Pathé, Gaumont, Warner Bros, Fox e Metro Goldwin Mayer.

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Giulia Soi

Sono nata a Roma mentre finivano gli anni '70 e – fatta eccezione per qualche anno vagabondo tra Spagna e Francia – ho sempre vissuto a Roma. Sempre nello stesso quartiere, per essere precisi.

Laureata due volte, una in Scienze della Comunicazione e l'altra in Geografia, ho iniziato a occuparmi di mass media alla Scuola di Televisione R.T.I. di Maurizio Costanzo: era il 2004 e da quel momento non ho più smesso.

Oggi sono un'autrice televisiva con all'attivo più di venti programmi per una dozzina di canali diversi, oltre che una giornalista pubblicista iscritta all'Odg del Lazio dal 2012; in generale, però, mi riconosco nella definizione di storyteller con il vizietto del web, il sogno di pubblicare un libro e una insaziabile passione per i viaggi, la musica e lo sport.

Oltre all’italiano, parlo correntemente e insegno cinque lingue, tre vive e due morte; quando la sera finisco di lavorare, divento ginnasta senza portafoglio, cantante per diletto e divoratrice patologica di serie televisive.

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