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Società

È il 15 agosto 2021: i talebani ritornano a Kabul dopo quasi 20 anni dalla loro fuga dalla capitale afghana. Dopo due decenni di guerra in Afghanistan, un accordo pone fine all’occupazione del territorio da parte delle milizie occidentali (americane e britanniche in testa), aprendo la strada ad una nuova presa di potere da parte del gruppo estremista islamico: rinasce l’Emirato Islamico dell’Afghanistan.

La proposta di legge ordinaria, comunemente conosciuta come ddl Zan, è stata presentata alla Camera dei Deputati, da Alessandro Zan ed altri relatori, il 2 maggio del 2018. Concluso l’iter di esame e discussione, il 4 novembre 2020 l’Assemblea approva un testo unificato che viene trasmesso al Senato della Repubblica il 5 novembre 2020.

Recently you should have heard or read the expression "Draghi effect", scattered here and there among the titles that speak of Italy and its victories. No? Yet even the Financial Times has talked about it!

Quando ho pensato di scrivere un articolo su Clubhouse, il titolo non aveva il punto interrogativo.
Da neo iscritta, con la mia foto profilo decorata dall’emoticon col festone - che sparisce dopo la prima settimana di iscrizione - ho trovato conversazioni interessanti e persone da seguire.
Ora il festone è sparito, le ore di connessione sono aumentate...ed è comparso il punto interrogativo.

Nel 1915 Robert Innes, direttore dello Union Observatory in Sudafrica, scoprì una stella, una piccola nana rossa a brillamenti, più piccola e più debole del Sole, facente parte della costellazione del Centauro, dalla quale prende il suo nome: ci stiamo riferendo a Proxima Centauri, la stella più vicina al sistema solare.

BREVE STORIA DEL TENNIS ROMANO

   7) LA VERONICA DI ADRIANO PANATTA

Il 1976 per Adriano Panatta fu un anno incredibile, in cui riuscì a vincere di seguito gli Internazionali di Roma, il Roland Garros di Parigi e la Coppa Davis. Da allora c'è una domanda che il tennista si sente rivolgere più spesso di tutte le altre. E cioè: “È stato più importante vincere a Roma o a Parigi?” A volte può essere declinata in altre forme – da “Quale vittoria è stata la più emozionante?” a “Preferisci ricordare Roma, Parigi o Santiago?” – ma tanto il problema di fondo non cambia.

BREVE STORIA DEL TENNIS ROMANO

   6) IL '68 TENNISTICO

Gli anni ’70 sono un decennio decisivo per il tennis italiano. In questi anni, i nostri campioni Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli riescono a compiere ciò che fino a pochi mesi prima sembrava un’idea assurda: mostrare all’Italia un tennis per tutti, al di là di ogni barriera sociale. Specialmente a Roma, il successo di Adriano Panatta porta finalmente il tennis fuori dalla ristretta cerchia dei circoli esclusivi fin nelle case della gente, crea una buona industria sportiva e contemporaneamente dà lavoro a molte persone.

BREVE STORIA DEL TENNIS ROMANO

   5) PIETRANGELI IL GRANDE, TRA LAZIO E DOLCE VITA

Pietrangeli conosce casualmente Tommaso Maestrelli e Bob Lovati a Bari, quando entrambi sono ancora calciatori in attività. Li ritrova anni dopo, a Roma, quando sono diventati rispettivamente l’allenatore e il vice-allenatore della sua squadra del cuore, la Lazio e non ci mette poi molto a chiedere loro, tra il serio e il faceto, se può andare ogni tanto ad allenarsi con la prima squadra a Tor di Quinto, tra l’altro vicino a casa sua.
Maestrelli acconsente e Pietrangeli si comincia a scaldare a bordo campo, ma la squadra è un po’ imbarazzata: nessuno sa se dargli del lei o del tu, non sanno se passargli la palla, non se la sentono di avvicinarsi troppo.

LA STORIA DEL TENNIS ROMANO DAGLI ANNI ‘20 AD OGGI

   4) LEA PERICOLI E SILVANA LAZZARINO

Anche se vanta origini milanesi e un lungo trascorso nelle colonie africane, Lea Pericoli – la First Lady del tennis tricolore – può essere a buon diritto considerata romana d’adozione.
“Il giorno prima di Wimbledon, tra i verdi fondali del club di Hurlingham, Lea appariva in tute trapuntate d’oro, sottanine piumate, trafori, reti, lamé sconvolgenti.” Scriveva di lei il cronista per antonomasia del tennis italiano, Gianni Clerici. “Non mancava mai, la sua foto, sui giornali inglesi della domenica, e ci consolava un tantino della sua imminente eliminazione, perché la Pericoli fu certo più affascinante donna che grande tennista […] Contro le amazzoni, Lea giocò qualche stupenda partita con le sue armi di autodidatta”.

LA STORIA DEL TENNIS ROMANO DAGLI ANNI ‘20 AD OGGI

   3) IL GIOVANE PANATTA

Domenica 9 luglio 1950, Circolo Tennis Parioli: fra la scalinata liberty e le fontane, fra i campi e le panchine, sotto gli alberi prende il fresco un gruppo di allegri giovanotti della Roma bene.

Di gran carriera va loro incontro il custode Ascenzio, impaziente di comunicare a tutti una splendida notizia.
“Sapete?” comunica baldanzoso al suo pubblico in attesa “è nato mio figlio!”
A cotanto annuncio, l’inaspettata risposta si palesa come un sonoro: “E chissenefrega!”

BREVE STORIA DEL TENNIS ROMANO

   2) IL GIOVANE PIETRANGELI

È a dir poco una faccenda d’altri tempi, quella che ha portato alla nascita a Roma di uno dei più grandi sportivi italiani. Risale all’inizio del Novecento e ha le sue radici ramificate in più nazioni. Da una parte abbiamo il colonnello Alexis Von Yourgens, figlio di uno dei medici dello Zar Nicola II di Russia il quale – subito dopo lo scoppio della rivoluzione – fugge, abbandonando la sua patria con la zarina Anastasia, i quattro figli e la domestica.

STORIA DEL TENNIS ROMANO A PUNTATE

   1) LE ORIGINI

Nell’Italia sportiva, la popolarità del tennis ha storicamente attraversato fasi luminose e altre più buie. Forse ciò è dovuto alla matrice spiccatamente britannica di questo sport (ventennio fascista) o forse all’assenza prolungata di grandi campioni del calibro dei mai dimenticati Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta.
In tempi più recenti, però, il popolo italiano sembra nuovamente interessato a questa disciplina fatta di erba verde e terra rossa, di scambi interminabili e avvincenti dispute relative a righe e palline.

Viviamo nell’Italia di Dante.
La stessa Italia indignata – così pare – dal fatto che il libro di Giulia De Lellis sia il più venduto e il più letto secondo le principali classifiche.

La situazione è critica e il fuoco in Amazzonia ancora non è stato domato. Il Presidente del Brasile, Bolsonaro, lo scorso weekend ha inviato l’esercito sul posto, in aiuto a gli uomini dei vigili del fuoco, per spegnere l’incendio in corso in sette Stati del Paese: 44mila militari sono partiti alla volta del Nord dell’Amazzonia e gli uomini della polizia militare hanno avuto l’autorizzazione a collaborare. 

Nonostante Bolsonaro metta in dubbio i dati internazionali, asserendo che la situazione degli incendi che invadono la foresta pluviale sia nei limiti della normalitò, dall’INPE (Istituto Nazionale per le Ricerche Spaziali del Brasile) arrivano dati non troppo confortanti: nell’ultima settimana, nella macro-regione dell’Amazzonia, sono divampati almeno 3mila nuovi incendi; il più vasto è in corso nella zona di confine tra Brasile, Paraguay e Bolivia, per un fronte incendio di circa 100 kilometri. 

Tutti sicuramente ricorderemo la data 24 Giugno 2019 come il giorno in cui, a Losanna, durante la 134^ sessione del Comitato Olimpico Internazionale, è stata eletta la città presso la quale si disputeranno i XXV Giochi Olimpici Invernali del 2026 e con 47 voti contro i 34 per Stoccolma - Are, la vittoria è andata nelle mani di Milano e Cortina, il quarto orgoglio italiano dopo Cortina 1956, Roma 1960 e Torino 2006.

Non sono un comunista, un professorone, un rappresentante dei centri sociali.

Pochi giorni fa è stata approvata nello stato americano di Georgia una legge fortemente antiabortista, che non solo proibisce gli aborti dopo le 6 settimane dal concepimento, ma punirebbe col carcere le donne residenti in Georgia che cercassero di abortire fuori dai confini dello Stato, mentre quelle che dovessero soffrire di aborti spontanei (miscarriages) sarebbero sottoposte ad indagini per verificare le effettive circostanze della fine della gravidanza.

19) IN ITALIA I TELEFONI BIANCHI

Durante gli anni della dittatura mussoliniana, il cinema italiano non riesce a rimanere immune alle influenze della propaganda, come dimostrano documentari e cinegiornali dell’Istituto LUCE e film come Camicia nera (di Giovacchino Forzano, 1932), Vecchia guardia (di Alessandro Blasetti, 1933), Lo squadrone bianco (di Augusto Genina, 1936) o Scipione l’Africano (di Carmine Gallone, 1937).

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